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Una città da scoprire è l’antica Tiferno, centro umbro dell’Alta Valle del Tevere che, dopo la conquista romana alla fine del I secolo a.C., divenne con il nome Tifernum Tiberinum un fiorente e ricco municipio, abbellito con edifici pubblici e templi dal potente patrono Plinio il Giovane. I Goti di Totila la distrussero ma il vescovo Florido la ricostruì e la fortificò. Durante il dominio longobardo la città assunse il nome di Castrum Felicitatis, mentre nel periodo dei Comuni divenne Civitas Castelli, da cui deriva l’attuale Città di Castello. Fu libero Comune di parte guelfa, molto potente, che estese il suo dominio sui territori confinanti fino al di là dell’Appennino. I due splendidi palazzi dei Priori e del Podestà, costruiti dall’architetto Angelo da Orvieto, sono la testimonianza di questo florido periodo. Verso la fine del ‘400 diverse famiglie si contesero il predominio, ma su tutte prevalse quella dei Vitelli. Ed è proprio nel Rinascimento che la città conobbe il massimo splendore quando pittori, artisti, architetti di gran nome furono chiamati ad abbellirla, primo fra tutti Raffaello che giovanissimo dipinse fra il 1499 ed il 1504 opere insigni delle quali solo una è rimasta nella città. I tre musei più importanti, ciascuno con una sua propria identità culturale, raccolgono tesori di incommensurabile valore artistico da farne una città museo: la Pinacoteca Comunale, collocata nello splendido scrigno di Palazzo Vitelli alla Cannoniera, il Museo del Duomo allestito nelle rinnovate sale attigue alla Cattedrale, e le due Collezioni, di Palazzo Albizzini e degli Ex Seccatoi del Tabacco che segnano il percorso artistico di Alberto Burri, il grande maestro che ha lasciato alla città natale molte delle sue opere. Oltre questo grande patrimonio artistico Città di Castello conserva e custodisce entro le mura, fra palazzi e torri, l’anima di un artigianato che testimonia la creatività e la laboriosità della sua gente: abili tessitrici, ceramisti, stampatori, falegnami tramandano saperi e tradizioni che rimangono vivi nel tempo dando alla città una dimensione umana e una dolcezza profonda.

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