
Città di Castello e l’Umbria in vetrina a New York con lo Stendardo Processionale della Santissima Trinità, presentato come il primo dipinto interamente autografo dell’artista nella monumentale mostra, “Raphael: Sublime Poetry” che si è aperta ieri al Metropolitan Museum, nel cuore di Manhattan, uno dei più importanti musei al mondo. La mostra antologica, dedicata al genio del Rinascimento italiano, aperta fino al 28 giugno, attraversa la vita e le opere dell’artista, dalle origini agli anni straordinari a Firenze, dove si confrontò con Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino agli ultimi anni alla corte del Papa Giulio II a Roma: in tutto 237 opere tra cui 23 dipinti e 142 disegni (175 dello stesso Raffaello). “Una cinquantina di pezzi vengono dall’Italia, uno dei partner più preziosi del Met” – ha dichiarato il direttore Max Hollein, ieri nel corso dell’inaugurazione alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha osservato come, “i prestiti italiani testimoniano una alleanza strategica e l’impegno a condividere il nostro patrimonio con il pubblico globale”. La curatrice della mostra Carmen C. Bambach, una delle massime esperte del Rinascimento italiano, che ha seguito anche il progetto scientifico del restauro dello Stendardo di Raffaello, elaborato dall’ICR (Istituto centrale per il restauro) intervento condotto in sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria e con il Comune di Città di Castello, sotto l’egida della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, ha spiegato la sua passione per l’artista urbinate facendo un paragone con la contemporanea: “mi piace pensare a Raffaello come al più grande influencer di tutti i tempi: dal Cinquecento fino al tardo Settecento fu venerato come l’artista italiano per eccellenza, insieme a Leonardo da Vinci e Michelangelo. Oggi viene spesso collocato al terzo posto, ma si può sostenere che sia allo stesso livello e la storia dell’arte lo dimostra: Raffaello è stato un modello di perfezione, bellezza, grazia e forza espressiva”. Lo Stendardo processionale di Raffaello, dipinto olio su tela (166×94 cm per lato), con cornice seicentesca, databile al 1499 circa e conservato nella Sala della Contemplazione della Pinacoteca comunale di Città di Castello, costituisce una delle prime opere attribuite all’artista, l’unico dipinto di Raffaello rimasto a Città di Castello e l’unica opera mobile di Raffaello in Umbria. Di proprietà del comune di Città di Castello, con un valore stimato di 6milioni di euro, è considerato – e come tale studiato – opera di eccezionale valore culturale, sia perché attesta le primissime prove di Raffaello magister sia per il livello artistico, che presenta caratteri propri dell’epoca matura dell’artista
