
Il calendario propone un vero e proprio viaggio storico lungo i secoli: dalle corti dei re, dove nasce il menestrello, fino alle piazze del Novecento animate dai cantastorie siciliani. Figure, queste ultime, capaci di raccontare i fatti di cronaca nera e di anticipare, in qualche modo, il ruolo del giornalista moderno come diffusore di informazione. Un percorso evolutivo che si chiude nell’ultima pagina del calendario con una riflessione di strettissima attualità dedicata al giornalismo contemporaneo e al fenomeno delle fake news.
Un patrimonio nazionale stampato in Umbria
L’edizione numero 81 arriva a pochi giorni da un traguardo storico per Frate Indovino, recentemente riconosciuto come patrimonio culturale della nostra nazione e omaggiato con un francobollo celebrativo al Salone del Libro di Torino.
Un orgoglio non solo nazionale, ma anche locale, come ha sottolineato l’Assessore del Comune di Città di Castello, Botteghi:
“Il calendario di Frate Indovino abita le nostre case da ottant’anni, confermandosi una grande passione italiana. Come amministratore sono particolarmente orgogliosa del connubio culturale ed economico che vede le nostre aziende del territorio, Cartoedit e Petruzzi, lavorare sinergicamente alla realizzazione di questo straordinario progetto. A tutto lo staff va il nostro più sentito ringraziamento.”
