
Sabato 18 aprile 2026 – Ore 21 Teatro Filarmonica, Selci
Binario Unico presenta DOGLIE E VOGLIE Commedia comica dialettale in quattro atti
La compagnia Binario Unico, nata nel 2024, dopo il debutto con Le donne ne sanno due più del diavolo e la recente produzione per bambini Le foglie non sanno contare – presentata il 22 marzo al Teatro degli Illuminati in collaborazione con il Comune di Città di Castello – torna in scena il 18 aprile con il nuovo spettacolo Doglie e Voglie, ideale seguito della sua prima opera.
La nuova commedia intreccia memoria collettiva, tradizioni contadine e comicità, restituendo al pubblico un affresco vivace e ironico del mondo rurale del dopoguerra.
In Le donne ne sanno due più del diavolo avevamo conosciuto una famiglia di contadini — Mario, Marisa e il figlio Giovanni (che non compare mai in scena) — impegnata a sfuggire al disagio economico grazie all’aiuto della giovane figlia del proprietario terriero, la “Padroncina”, e a un misterioso “libro del comando”.
In Doglie e Voglie la vicenda si evolve: Giovanni ha sposato la Padroncina, che ora scopriamo chiamarsi Vittoria, e il matrimonio ha portato alla famiglia una nuova stabilità, soprattutto economica. Ma il benessere, come spesso accade, non basta a evitare imprevisti, sospetti e piccoli drammi quotidiani.
A rimescolare le carte è la Festa dei Becchi, celebrata l’11 novembre come capodanno agrario e occasione di scherzi e bisbocce. Tra gelosie, malintesi e allusioni, l’equilibrio familiare viene messo alla prova, dando vita a una girandola di situazioni comiche tutte da gustare.
Il titolo stesso è una metafora: le “doglie” come travaglio del cambiamento, le “voglie” come desiderio di qualcosa di più.
Pur mantenendo un tono leggero e brillante, la commedia affronta temi profondi: il cambiamento sociale nel mondo contadino del dopoguerra,il rapporto tra tradizione e trasformazione, la condizione femminile e il sapere delle donne, il valore e il peso delle convenzioni.
L’uso del dialetto non è un esercizio nostalgico: negli anni Cinquanta e Sessanta era la lingua quotidiana della maggior parte delle persone, una lingua viva, non una variante folkloristica. Il lavoro della compagnia mira a recuperare e valorizzare ciò che resta di un universo culturale in declino, riconoscendo al dialetto la dignità di vera lingua di comunità.
I dialoghi sono ispirati al repertorio dialettale locale e costruiti anche grazie a interviste a informatori anziani raccolte nell’arco di circa cinquant’anni.
La compagnia in ordine alfabetico: Lucia Capaccioni, Mirco Cenciarelli, Andry Es, Alessio Emanuele Fiorucci, Diego Leandri, Michela Mancini, Valeria Marri, Matteo Nunzi, Greta Pausini, Rolando Polidori.
